Trolls e hackers: Come i troll siano in grado di apportare benefici alla comunità hacker
March 18, 2008 – 10:26 pm WebUserLeggendo gli articoli di punto-informatico si possono trovare grandi quantità di commenti trolleschi, specialmente quando si tratta di argomenti quali sicurezza e Open Source. Arrivano sempre i soliti che tentano di sovvertire la realtà di fatto cercando di convincere chi li legge che l’Open Source è un modo di pensare errato, che il closed è per forza più sicuro perchè nessuno conosce i sorgenti (che è un po’ come dire che con un libro di analisi si possa dimostrare l’ipotesi di Riemann), che chi lavora sull’Open Source è un pazzo/comunista/non può guadagnare etc..
Ora, non so voi ma a me queste persone infondono ottimismo, eh si, perchè costoro, con il loro modo di pensare, contribuiscono all’espansione e all’utilizzo di tecnologie fallate e insicure, una manna per ogni hacker. Pensate infatti a un possibile (e probabile) quadro del futuro: la nostra nazione/il nostro continente, sotto una dittatura o sotto un governo fortemente censorio (v. Cina, Germania, USA, paesi fondamentalisti…): se tutte le tecnologie fossero impenetrabili, per gli hacker, storicamente anarchici apolari, sarebbe la fine! Niente più circolazione delle informazioni, niente più possibilità di ristabilire la democrazia, niente… solo il niente e la censura.
Ecco perchè conviene sostenere il closed source e usare l’Open Source, per mantenere la democrazia.
Vero Autore: den2k

5 Responses to “Trolls e hackers: Come i troll siano in grado di apportare benefici alla comunità hacker”
La tua analisi e’ per certi aspetti giusta. Ma non totalizziamo il tutto. Voglio dire, la componente di “stupidita’” che fa andare avanti il (tuo) mondo e’ importante, ma non sminuire il lavoro piu’ grande ed importante della comunita’: tanti programmatori open source scrivono programmi importanti (uno a caso: il kernel Linux) e quanti programmatori altrettanto preparati scovano bugs e lo notificano, in un gioco dialettico che e’ la forza dell’open source.
Per lo stesso discorso che fai tu, sarebbe molto piu’ facile evolversi se tutto fosse Open Source: tutto avrebbe una spinta maggiore poiche’ scovare bugs su software open source è molto più semplice che su quello closed, e saremmo 10 anni avanti se il software libero si fosse imposto. Con il closed source, invece, scovare bug e’ piu’ tosto e lungo, e porta ad un rallentamento dell’evoluzione digitale, senza contare tutti gli “standard” proprietari che si inventano le software house closed source (quelle cattive eh) per ostacolare l’uso di piattaforme concorrenti.
By Anathema on Mar 18, 2008
devi tenere in considerazione anche il fatto che l’open non viene pagato, i programmatori dovranno pure mangiare ^^, e se nessuno fa donazioni..
By Michele on Mar 20, 2008
Secondo me però nessuno ha ancora colto dove volesse andare a parare den2k, e perchè la sua analisi, per quanto romantica, risulti però abbastanza poco convincente (a mio avviso).
Nel mondo da lui ipotizzato un governo di “cattivi” autoritari detengono il potere utilizzando tecnologia di tipo closed; a questi si oppongono gli “anarchici hacker”, che utilizzano il free software/opensource. A questo punto - va da se che io sto con gli anarchici :D - siamo sicuri che riusciremmo a mantenere una sorta di “supremazia tecnologica” ? Tu dai per scontato che software closed = software buggato e quindi violabile, e questa è una visione molto parziale: nel software closed i bug sono più difficili da trovare e più lenti da correggere, è vero: ma questo non significa che sia in assoluto più “buqabile” di un software opensource. Insomma, tutto dipenderebbe molto dalla sicurezza del prodotto, che secondo me è da ricercare nel prodotto stesso piuttosto che nella sua modalità di diffusione; in altre parole, se siamo abituati a pensare che il software closed sia insicuro è perchè come prodotto Windows/IEE è tradizionalmente più vulnerabile di Linux/BSD/Apache ecc. Per farti un esempio contrario, i software in php/mysql hanno tendenzialmente molti più bug dei loro corrispettivi… insomma, la vittoria sarebbe tutt’altro che certa.
By maiosyet on Mar 20, 2008
@michele:
Il 90% dei programmatori open source hanno un’attivita’ primaria che da’ loro di che campare e, quindi, programmano per la comunita’ open per passione, il che produce prodotti nettamente migliori (e’ un aspetto da non sottovalutare).
Se poi qualcuno dona, sono piu’ felici :P
By Anathema on Mar 21, 2008
a smentire il reporter di turno c’e’ la tesi, piu’ o meno comprovata, che la democrazia sia una merda.
Hai visto troppa tv? Chi ha detto che la comunita’ akker abbia bisogno di queste persone?
Saluti.
By einyx on Mar 24, 2008